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SCOPRI PAVIA CON I SUGGERIMENTI DI MAX PEZZALI

Pavia/ Must See

1 Castello Visconteo

2 Arca di Sant’ Agostino

3 San Michele Maggiore

4 Ponte della Libertà

5 Teatro Fraschini

6 Università di Pavia

7 Palazzo Mezzabarba

8 Basilica di San Teodoro

9 Santa Maria in Betlem

10 Broletto

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Max Pezzali è la voce storica degli 883, gruppo fondato nel 1991 con l’amico Mauro Repetto. I grandi successi, tra tutti, “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, “Nord, Sud, Ovest, Est”, “Grazie mille”. Poi il Festival di Sanremo e oltre 7 milioni di dischi venduti. Dal 2004 la carriera da solista e il successo dell’album “Il mondo insieme a te”. Le sue passioni? Le due ruote, i fumetti (la sua collezione ne conta più di 1.300) e, ovviamente, Pavia. Potete incontrarlo in una trattoria, tra le vie ciottolate sulle sponde del Ticino, davanti a un piatto fumante di zuppa alla pavese. La sua preferita. Parola di Cult City Ambassador.

 

PAVIA MI PIACE PERCHÉ 
Pavia è una città ricchissima di attrazioni storico-monumentali e ambientalistiche: moltissimi sono i capolavori che dovrebbero attrarre i turisti. Purtroppo è nell’indole dei pavesi un certo understatement, il mantenere un profilo basso, una sorta di incapacità a pensare positivo, di ritrosia a valorizzare e raccontare i propri tesori.

 

UN CAPOLAVORO DA NON PERDERE
Se devo scegliere un capolavoro, scelgo il Ticino: il fiume è il protagonista della città, è la vita, lo svago, il commercio, i rapporti, il relax, lo sport, la bellezza. I pavesi sono gente di fiume, e sono legati al Ticino con un rapporto di amore/odio per quel che il fiume dà e per quello che il fiume toglie, conoscono e si adattano alle sue bizze, convivono con le sue piene e con le sue secche.

UN ANGOLO SEGRETO
La cripta di Sant’Eusebio, ovvero quanto rimane della chiesa fondata dai Longobardi, che per volere della regina Teodolinda si convertirono al cattolicesimo. Ma anche la piazzetta Belli (a un passo dal Teatro Fraschini), dove si può ammirare una raffigurazione, nascosta sotto un balcone, della “Torre dal pizzo in giù”, una torre costruita capovolta, per sfidare le leggi della stabilità.

IL MUSEO DOVE TORNEREI 1.000 VOLTE
Il Castello visconteo, che a differenza di altri castelli sorge nel cuore della città: è un luogo emozionante per la sua storia antichissima (è stato costruito prima del Castello Sforzesco di Milano), e per la sua bellezza: ospita i musei, dove suggerisco di tornare 10, 100, 1.000 volte non solo per visitare le collezioni permanenti, ma per vedere le mostre temporanee: tra poco, quella sui Longobardi, che racconterà di Pavia capitale del regno, degli usi e costumi di un singolare popolo “barbaro” che ha dato nuovo impulso ed energia e rinnovato la civiltà romana.

LO SCORCIO DA INSTAGRAMMER
Il Borgo Basso, dall’altro lato del Ticino rispetto la città. La strada corre lungo la sponda del fiume, in un susseguirsi di casette tutte colorate, un tempo abitate da pescatori e lavandaie. Qui scatterei uno scorcio dei vari colori, da vicino.

UNA PASSEGGIATA CON GLI AMICI
Di notte, nei silenziosi vicoli tortuosi del centro, dove i muri di mattoni trasudano storia e dove si sente solo il rumore dei passi sull’acciottolato. Più è stretta la via, più è meraviglioso il racconto.

DOVE CATTURARE IL TRAMONTO
Sulle rive del Ticino, nel tratto compreso tra il Ponte Vecchio e il Ponte Nuovo, a vedere il sole calante che si specchia nelle acque, frantumandosi in mille riflessi, e lo skyline della città. Guardando da un lato il famoso Ponte Coperto, ricostruzione del dopoguerra del ponte trecentesco, dall’altro il ponte della Libertà, che Marco Lodola ha illuminato con neon dai fantastici colori.

IL PIATTO PIÙ BUONO
La “zuppa alla pavese”: racconta la leggenda che il re Francesco I, intervenuto a capo della cavalleria francese nella battaglia contro le truppe imperiali di Carlo V combattuta nel 1525 nel parco del Castello, fu ferito e ricoverato in una cascina, dove la contadina gli offrì tutto ciò che aveva: brodo, pane raffermo e un uovo. Nasce così la zuppa alla pavese, un piatto regale ma povero, di recupero, fatto da chi non vuole buttare nulla e utilizza quel che ha: un esempio di “riciclo” ante litteram.

LA PIAZZA DOVE BERE UN APERITIVO
Nella piazza “grande” (il foro romano, ora piazza della Vittoria), il cuore pulsante della città, il salotto buono: seduto in uno dei tanti bar e pub, guardando il Broletto, l’antico palazzo comunale oggi sede di prestigiose istituzioni culturali, e facendosi guardare.

DOVE SCOPRIRE LA STORIA
A Pavia la storia è dappertutto: scelgo San Michele, luogo pazzesco, di una bellezza devastante, misterioso e suggestivo, drammatico nella sua fragilità, dove si incrocia anche la “mia” storia: lì ho fatto il chierichetto e ho suonato il mio primo strumento, le campane.

DOVE GUARDARE IL FUTURO
Più che “dove”, “come” guardare il futuro: con i piedi ben piantati nel passato, utilizzare la tecnologia per rafforzare la nostra identità. Magari guardando l’orologio del Broletto.

L’EVENTO DA NON PERDERE
I fuochi d’artificio a fine estate, sul Ticino. Nella notte della Festa, Pavia si anima con molte iniziative, tutti sono in giro, fino a che inizia lo spettacolo pirotecnico: e si rimane ammaliati a guardare lo skyline della città, con le torri, il campanile del Carmine e la maestosa cupola del Duomo, illuminati da mille bagliori.

UN GIGANTE DEL PASSATO
Tanti i “giganti” legati a Pavia (molti insegnanti nell’Università, da Volta a Foscolo a Golgi), ma il maggiore è Sant’Agostino, uno dei più grandi uomini della storia: non visse in città, ma qui da 13 secoli riposano le sue spoglie, trasferite in San Pietro in Ciel d’Oro per volontà del re longobardo Liutprando e ora racchiuse in una splendida Arca marmorea.

UN SOUVENIR
Malgrado la lotta al sovrappeso, nessuno può rinunciare a portarsi a casa una torta, anche solo un tortino, “del Paradiso”. È come Pavia: genuina, semplice, ma con vette di gusto.

SE FOSSE UN BRANO MUSICALE…
Non voglio citare tanto le mie canzoni, che parlano di Pavia (“Con un deca”), quanto “Certe notti” di Ligabue: la nostra è una città di provincia, condizionata da elementi ambientali – il fiume, la nebbia, l’umidità – che sembrano renderla inospitale, ma che hanno una loro speciale e unica poeticità e costituiscono un rapporto tale per cui, anche chi sceglie di andare lontano, mantiene un forte legame d’attrazione (e di debito) con la terra d’origine.

CONSIGLIO PER UN FUORIPORTA
Con gli amici spesso punto a Sud, verso le colline dell’Oltrepo, per godere delle delizie enogastronomiche – il salame DOP di Varzi, i vini – ma soprattutto dei paesaggi meravigliosi del Brallo e del Monte Lesina, dove si incrociano le terre di ben quattro regioni e si trovano ottimi agriturismi.

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“Una passeggiata con gli amici a Pavia? Di notte, nei silenziosi vicoli del centro storico, dove si sente solo il rumore dei passi”.
Max Pezzali
CANTANTE

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Teatro Fraschini, Pavia
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Broletto, Pavia
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Arca di Sant'Agostino, Pavia
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Palazzo Mezzabarba, Pavia
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Castello Visconteo, Pavia
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Università di Pavia, Pavia
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San Michele Maggiore, Pavia
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Basilica di San Teodoro, Pavia
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Santa Maria in Betlem, Pavia
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Pavia/ INFORMAZIONI TURISTICHE

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